Ritratto, memoria visiva dell'immagine umana
Chi ritrae, mantiene ben presente il concetto di verosimiglianza col soggetto, inserendo però la propria impronta con la “scia del tratto personale”, anche se il pittore si considera solo un ponte-canale tra il mondo immaginario della pittura e la nostra realtà.
Spesso il “messaggio” dell'arte del ritratto va ben oltre la tecnica cui necessita, presentando nella stesura infinite possibili interpretazioni soggettive che stimolano l'immaginazione del pittore e dell'osservatore.
Il pittore può mettere in luce alcuni caratteri espressivi al punto tale da far di questi “specchio” a tutti noi nel momento in cui il quadro si materializza e lo guardiamo, arrivando ad un fermo immagine dell'intenzione del soggetto ritratto, cogliendone la psicologia, come quadro d'insieme di caratteri manifesti, rivelatori della coscienza, fino ad arrivare ad usare il ritratto come lente visiva d'ascolto interiore.
I materiali che utilizzo per la pittura che realizzo nello studio di Livorno sono generalmente pittura ad olio su tela. Indipendentemente dal soggetto-oggetto raffigurato, il linguaggio di un quadro può essere a parer mio paragonato alla stesura e lettura di uno spartito musicale, per l'occhio perché è il senso della vista ad essere coinvolto, come per la musica l'udito con l'orecchio. Una chiave di lettura può essere quella di sentire il dipinto come musica o poesia visiva. Paola Endellini.
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